A cura di
Andrea Quaranta
Giurista ambientale

DIRITTO DELL'AMBIENTE

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DIRITTO DELL'ENERGIA

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AA.VV. - Coordinamento di Andrea Quaranta

Responsabilità ambientale e assicurazioni

IPSOA

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/Gestione dei rifiuti

Nozione di sottoprodotto ex art.184-bis del Dlgs n. 205/2010 - Com' è cambiata rispetto alla normativa precedente
19/02/2012

A seguito della modifica apportata con il Dlgs n. 205/2010, l'attuale definizione di sottoprodotto è quella di cui all'articolo 184 bis e corrisponde a qualsiasi sostanza od oggetto che soddisfa tutte le seguenti condizioni: a) essere originato da un processo di produzione, di cui costituisce parte integrante, e il cui scopo primario non è la sua produzione; b) è certo che sarà utilizzato, nel corso dello stesso o di un successivo processo di produzione o di utilizzazione, da parte del produttore o di terzi; c) può essere utilizzato direttamente senza alcun ulteriore trattamento diverso dalla normale pratica industriale; d) l'ulteriore utilizzo è legale.

Abbandono di rifiuti alla rinfusa : Deposito temporaneo - Definizione di acque reflue industriali
07/02/2012

1. L'abbandono di rifiuti alla rinfusa e non per categorie omogenee, come invece previsto dall'art. 183, comma primo, lett. m) D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 (e, in precedenza, dall'abrogato art. 6, comma primo, lett. m) D.Lgs. 5 febbraio 1997, n. 22), esclude la configurabilità del cosiddetto deposito temporaneo o regolare. 2. Sono definite acque reflue industriali qualsiasi tipo di acque reflue provenienti da edifici e installazioni in cui si svolge attività commerciale o di produzione di beni differenti dalle acque domestiche e da quelle meteoriche di dilavamento intendendosi per tali anche in quelle venute in contatto con sostanze e materiali inquinanti non connessi tuttavia con le attività esercitate...

Sottoprodotti e materie prime secondarie - Le novità introdotte dal D.lgs n. 205/10
22/01/2012

Il D.lgs n. 205/10, oltre ad abrogare l'art. 181 bis del TUA, che conteneva la definizione di materia prima secondaria e indicava i requisiti richiesti dalla norma per tale classificazione, escludendo le materie prime secondarie dalla categoria dei rifiuti di cui all'articolo 183, comma 1, lettera a), del medesimo testo unico, ha introdotto nel TUA l’articolo 184 bis, che ridefinisce, ampliandone la sfera di applicabilità, le caratteristiche del sottoprodotto e l'art. 184 ter, che definisce i criteri in base ai quali un materiale perde la qualifica di rifiuto. Si tratta di un criterio di classificazione innovativo, che, nella sostanza, ove rapportato alla previgente nozione di materia prima secondaria ne amplia la sfera.

Terre e rocce da scavo - Codice CER 170504 unicamente per terre e rocce da scavo non pericolose
08/01/2012

La provenienza da siti bonificati, senza ulteriori interventi di caratterizzazione, postula la natura pericolosa delle terre e rocce di scavo: le terre e rocce da scavo, anche di gallerie, ottenute quali sottoprodotti, possono essere utilizzate per reinterri, riempimenti, rimodellazioni e rilevati purché sia accertato che non provengono da siti contaminati o sottoposti ad interventi di bonifica. La comunicazione del codice CER 170504 implica dunque unicamente la possibilità di trattare terre e rocce di scavo non pericolose.

Deposito temporaneo e rifiuti provenienti da demolizione edilizia - -
06/01/2012

Il luogo rilevante ai fini della nozione di deposito temporaneo non è circoscritto al solo luogo di produzione, potendosi eventualmente estendere ad altro sito nella disponibilità dell'impresa, a tal fine è però necessario che vi sia un collegamento funzionale con quello ove la produzione avviene. In materia di rifiuti provenienti da demolizione edilizia (qualificabili come rifiuti speciali non pericolosi) perché possa escludersi la ricomprensione di essi nel concetto, penalmente rilevante, di rifiuto, deve trattarsi di materiali che vengano reimpiegati nello stesso cantiere...

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