A cura di
Andrea Quaranta
Giurista ambientale

DIRITTO DELL'AMBIENTE

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DIRITTO DELL'ENERGIA

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AA.VV. - Coordinamento di Andrea Quaranta

Responsabilità ambientale e assicurazioni

IPSOA

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/Bonifica dei siti contaminati

Mancata esecuzione degli interventi di recupero da parte del responsabile dell'inquinamento - Tar Pescara, n.318/11
08/11/2011

Dal combinato disposto degli art. 244, 250 e 253 del codice ambiente si ricava che, nell'ipotesi di mancata esecuzione degli interventi ambientali in esame da parte del responsabile dell'inquinamento, ovvero di mancata individuazione dello stesso, e sempreché non provvedano né il proprietario del sito, né altri soggetti interessati, le opere di recupero ambientale sono eseguite dalla p.a. competente, che potrà rivalersi sul soggetto responsabile nei limiti del valore dell'area bonificata, anche esercitando, ove la rivalsa non vada a buon fine, le garanzie gravanti sul terreno oggetto dei medesimi interventi (T.A.R. Toscana Firenze, sez. II, 03 marzo 2010, n. 594).

Bonifiche e rifiuti: sufficiente approssimazione nell'indicare l'ipotesi di inquinamento - Tar Brescia, n.4336/10
26/10/2011

In materia di bonifica, l’amministrazione non può chiedere al proprietario onerose indagini con finalità esplorative se prima non chiarisce con sufficiente approssimazione l’ipotesi di inquinamento su cui intende operare, ma occorre indicare gli elementi che consentano di individuare la collocazione e la natura dei rifiuti e la diffusione dell’inquinamento, specie se l’area interessata dall’ordine di bonifica è indeterminata e comunque molto ampia. Nella specie, il Tribunale ha stabilito che l'ordinanza impugnata non conteneva elementi che consentissero di individuare la collocazione e la natura dei rifiuti e la diffusione dell'inquinamento.

Siti inquinati: applicazione ratione temporis dell'art.17 del c.d. Decreto Ronchi - TAR Parma, n.218/11
20/10/2011

La Sezione condivide l'orientamento giurisprudenziale secondo il quale l’articolo 17 del Decreto Ronchi (D.Lgs n. 22/97)trova applicazione a qualunque situazione di inquinamento in atto al momento dell’entrata in vigore del decreto stesso. La formulazione della norma collega infatti la pena non al momento in cui viene cagionato l’inquinamento o il relativo pericolo ma alla mancata realizzazione, da parte del responsabile, della bonifica. Non si tratta di portata retroattiva della norma, ma dell’applicazione ratione temporis della legge onde fare cessare gli effetti di una condotta omissiva a carattere permanente, che possono essere elisi solo con la bonifica.

Art. 242 TUA: punibile anche l'omessa segnalazione di sito potenzialmente inquinato - Cassazione, n. 16702/11
14/10/2011

Al verificarsi di un evento potenzialmente in grado di contaminare un sito, la disciplina relativa alla bonifica dei siti inquinati prevista dall'art. 242 del D.Lgs. n. 152/06 prevede che il responsabile dell'inquinamento debba predisporre le necessarie misure di prevenzione entro ventiquattro ore e debba comunicarlo immediatamente. Le segnalazioni che il responsabile dell'inquinamento è obbligato ad effettuare alle autorità sono dovute a prescindere dal superamento delle soglie di contaminazione e la loro omissione è sanzionata dall'art. 257 del medesimo decreto, il quale non punisce solo l'omessa bonifica, ma anche l'omessa segnalazione.

Bonifiche: successione di proprietari su di un sito inquinato - Tar Firenze, 573/11
10/09/2011

L’inquinamento di un sito è situazione permanente, in quanto perdura fino a che non ne siano rimosse le cause ed i parametri ambientali siano riportati entro i limiti normativamente accettabili: ciò comporta che le previsioni del d.lgs. n. 22/1997 vanno applicate a qualunque sito risulti attualmente inquinato, a prescindere dal momento nel quale possa essere avvenuto il fatto o i fatti generatori dell’attuale situazione patologica.

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