A cura di
Andrea Quaranta
Giurista ambientale

DIRITTO DELL'AMBIENTE

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AA.VV. - Coordinamento di Andrea Quaranta

Responsabilità ambientale e assicurazioni

IPSOA

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/Bonifica dei siti contaminati

Le operazioni di bonifica possono davvero essere considerate un servizio pubblico?
04/02/2013

L’attività di messa in sicurezza e di bonifica di un sito contaminato di interesse nazionale (attraverso l’emunzione delle acque di falda sottostanti l’area industriale) rientra fra quelle in materia di attività obbligatoria ex lege (al ricorrere di determinati presupposti di fatto): pertanto, è disciplinata da fonti di rango primario, è svolta (anche) a favore di una collettività indeterminata di beneficiari (gli abitanti della zona inquinata), mira al perseguimento di un interesse pubblico (alla salubrità ambientale e al ripristino del bene-interesse leso dagli inquinamenti) e, infine, consiste in attività produttiva e di rilievo economico, con conseguente indubbia qualificabilità come servizio pubblico.

Misure di messa in sicurezza d’emergenza e l'inerzia da parte del ministero
14/11/2012

Il procedimento di bonifica consiste in un iter procedimentale caratterizzato da fasi ben definite e collocate in sequenza propedeutica. In particolare alle misure di prevenzione e di messa in sicurezza di emergenza segue l’elaborazione e l’approvazione del piano di caratterizzazione nonché l’avvio della procedura di analisi del rischio. All’esito di tali adempimenti viene redatto e approvato il progetto operativo degli interventi di bonifica o di messa in sicurezza, operativa o permanente, e, ove necessario, delle ulteriori misure di riparazione e di ripristino ambientale. All’approvazione del progetto segue, infine, la relativa fase esecutiva. Se continua a persistere una situazione di pericolo immediato derivante dall’accumulo di rifiuti, allora la rimozione di tale cumulo rientra anch’esso nelle attività di messa in sicurezza di emergenza dell’arenile in attesa della bonifica.

La nuuova disciplina in materia di bonifica contiene disposizioni più favorevoli - Cassazione, n.17817/12
15/10/2012

La nuova disposizione di cui all’art. 257 del D.lgs. 152/06, in materia di bonifica dei siti, è meno grave della previgente disposizione di cui all’art. 51-bis del D.Lgs. 5 febbraio 1997, n. 22, atteso che viene ridotta l’area dell’illecito ed attenuato il trattamento sanzionatorio. Infatti mentre precedentemente l’evento poteva consistere nell’inquinamento del sito o nel pericolo concreto ed attuale di inquinamento, l'art. 257 configura il solo evento di danno dell’inquinamento; inoltre per aversi inquinamento è ora necessario il superamento della concentrazione soglia di rischio (CSR), che è un livello di rischio superiore ai livelli delle concentrazioni soglia di contaminazione (CSC); infine la sanzione penale è ora prevista con pena pecuniaria o detentiva alternativa, diversamente dalla precedente disposizione che prevedeva la pena congiunta.

Valori di riferimento per l’MTBE per le acque sotterranee
13/07/2012

Il D.Lgs. n. 152/2006 ha introdotto il criterio della valutazione del rischio-sito specifica ai fini della individuazione della concentrazione soglia di rischio per i suoli e per le acque, la quale diviene il valore di intervento e il valore obiettivo da raggiungere con la bonifica per un determinato sito. Si è ritenuto quindi necessario definire un valore di riferimento generico per il parametro MTBE nelle acque profonde, da assumere come concentrazione soglia di contaminazione secondo la nuova normativa per i procedimenti di bonifica effettuati secondo i criteri ex D.M. 471/1999.

Partecipazione dei proprietari alla perimetrazione di un SIN, sito di interesse nazionale
04/07/2012

La pubblicazione di un atto amministrativo è rilevante al fine del decorso del termine decadenziale di impugnazione soltanto se la legge che prevede la pubblicazione dell’atto quale forma di pubblicità-notizia vi riconnetta espressamente tale effetto. Tale opzione muove dal presupposto secondo cui difficilmente la pubblicazione di un atto in una raccolta di leggi ovvero mediante esposizione in albi o bacheche si rivela modalità idonea a realizzare in concreto un effetto partecipativo di conoscenza in confronto dei soggetti potenzialmente interessati. L’art. 252 del d.lgs. n. 152 del 2006, che disciplina i siti di interesse nazionale, prevede che ai fini della perimetrazione del sito sono sentiti i comuni, le province le regioni e gli altri enti locali, assicurando la partecipazione dei responsabili, nonché dei proprietari delle aree da bonificare, se diversi dai soggetti responsabili.

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