A cura di
Andrea Quaranta
Giurista ambientale

DIRITTO DELL'AMBIENTE

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DIRITTO DELL'ENERGIA

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AA.VV. - Coordinamento di Andrea Quaranta

Responsabilità ambientale e assicurazioni

IPSOA

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/Bonifica dei siti contaminati

L'irresponsabilità del proprietario non colpevole dell'inquinamento
24/07/2013

L'obbligo di bonifica o di messa in sicurezza non può essere invece addossato al proprietario incolpevole, ove manchi ogni sua responsabilità. L'Amministrazione non può, perciò, imporre ai privati che non abbiano alcuna responsabilità diretta sull'origine del fenomeno contestato, ma che vengano individuati solo quali proprietari del bene, lo svolgimento delle attività di recupero e di risanamento.

È illegittimo l’ordine di smaltimento di rifiuti indiscriminatamente rivolti al proprietario (ovvero gestore a vario titolo) di un fondo in ragione della sua sola qualità, ma in mancanza di adeguata dimostrazione da parte dell'amministrazione procedente, sulla base di un'istruttoria completa e di un'esauriente motivazione (quand'anche fondata su ragionevoli presunzioni o su condivisibili massime d'esperienza), dell'imputabilità...

Bonifica per fasi progettuali distinte
19/07/2013

Sebbene la possibilità – in relazione agli interventi di bonifica che presentino particolare complessità a causa della natura della contaminazione, degli interventi, delle dotazioni impiantistiche necessarie o dell’estensione dell’area interessata dagli interventi medesimi – di articolare il progetto di bonifica “per fasi progettuali distinte”, al fine di rendere possibile la realizzazione degli interventi per singole aree o per fasi temporali successive, sia stata introdotta nel precedente testo dell’art. 242, comma 7, del TUA dall’art. 40, comma 5, del DL 6/12/2011, il procedimento di approvazione deve essere concluso con un provvedimento espresso dell’Autorità procedente (in Basilicata la Regione), mentre il verbale della Conferenza di servizi costituisce un atto di natura endoprocedimentale.

Conferimento di ramo d'azienda e subentro della cessionaria negli obblighi di bonifica
10/07/2013

Il conferimento di ramo d’azienda deve essere pienamente riportato alla fattispecie di cui all’art. 2558 c.c., con consequenziale successione della società cessionaria negli obblighi di bonifica e nei consequenziali procedimenti amministrativi instaurati dalla società cedente.

 

Nella fattispecie, una volta risolta in senso negativo per la ricorrente la problematica della legittimazione passiva della ricorrente agli obblighi di bonifica, il Collegio non ha potuto che rilevare come l’accertamento fattuale della necessità di riportare la situazione di inquinamento presente nell’area alle lavorazioni effettuate dalla società cedente apparisse caratterizzato da evidente difetto di istruttoria e di motivazione.

Bonifica dei SIN: il custode è responsabile?
28/06/2013

L’obbligo di adottare le misure, sia urgenti che definitive, idonee a fronteggiare la situazione di inquinamento, è a carico unicamente di colui che di tale situazione sia responsabile, per avervi dato causa a titolo di dolo o colpa: l’obbligo di bonifica o di messa in sicurezza non può essere invece addossato al proprietario incolpevole, ove manchi ogni sua responsabilità. L’Amministrazione non può, perciò, imporre ai privati che non abbiano alcuna responsabilità diretta sull’origine del fenomeno contestato, ma che vengano individuati solo quali proprietari del bene, lo svolgimento delle attività di recupero e di risanamento. L’enunciato è conforme al principio “chi inquina, paga”, cui si ispira la normativa comunitaria, che impone al soggetto che fa correre un rischio di inquinamento disostenere i costi della prevenzione o della riparazione.

L’oggettiva responsabilità imprenditoriale
20/02/2013

A distanza di cinque anni dalla celeberrima sentenza n. 1254/07 – con la quale aveva raggiunto il massimo grado di sostenibilità interpretativa del diritto ambientale – il TAR di Catania ha preso le distanze dal suo stesso pensiero, affermando che la responsabilità degli operatori economici insediati nel SIN di Priolo rispetto a misure di ripristino ambientale nasce in virtù della loro presenza all’interno del sito perimetrato, quali soggetti proprietari o utilizzatori delle aree industriali ivi ricadenti, e si configura come oggettiva responsabilità imprenditoriale.

Il TAR si è pronunciato anche in materia di acque emunte dalla falda, sostanze non tabellate, MTBE.

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