A cura di
Andrea Quaranta
Giurista ambientale

DIRITTO DELL'AMBIENTE

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DIRITTO DELL'ENERGIA

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AA.VV. - Coordinamento di Andrea Quaranta

Responsabilità ambientale e assicurazioni

IPSOA

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/Bonifica dei siti contaminati

Le acque emunte da operazioni di bonifica sono rifiuti? - Consiglio di Stato. n. 5857/13
04/08/2014

Le acque emunte durante la fase di messa in sicurezza d’emergenza e di bonifica di un sito contaminato sono scarichi o rifiuti liquidi? Dipende, dice il Consiglio di Stato: la scelta della gestione delle acque come scarico ovvero come rifiuto è delegata agli stessi produttori, che ne dispongono attraverso lo sversamento diretto ovvero lo smaltimento.

L’immissione diretta postula la presenza di un sistema di convogliamento mediante condutture o canalizzazioni anche di fatto tra il luogo di origine e il corpo recettore, la mancanza di una interruzione funzionale, l’irrilevanza della continuità temporale tra l’attività che origina il refluo e lo scarico, condizioni che si rinvengono nella fattispecie in esame, nella quale il sistema di emungimento in corso di predisposizione ...

Basta la contaminazione per la configurazione del reato di omessa bonifica? - Cassazione, n. 25718/14
21/07/2014

Ai fini della configurabilità del reato di omessa bonifica dei siti inquinati, di cui all’art. 257 del testo unico ambientale, non è sufficiente il superamento delle concentrazioni soglia di contaminazione (CSC), ma è necessario il superamento della concentrazione soglia di rischio (CSR), che rappresentano i livelli di contaminazione delle matrici ambientali che costituiscono valori al di sopra dei quali è necessaria la caratterizzazione del sito e l'analisi di rischio sito specifica, nonché l’adozione del progetto di bonifica previsto dall'art. 242 del TUA.

Il reato di omessa bonifica non può prescindere dall'adozione del progetto di bonifica.

Responsabilità per omessa bonifica - Cassazione 19962/13
18/11/2013

L’art. 239, lett. D), del D.Lgs. n. 152/2006 definisce bonifica “l'insieme degli interventi atti ad eliminare le fonti di inquinamento e le sostanze inquinanti o a ridurre le concentrazioni delle stesse presenti nel suolo, nel sottosuolo e nelle acque sotterranee ad un livello uguale o inferiore ai valori della concentrazione soglia di rischio”.

Il livello di concentrazione soglia di rischio (CSR) è un livello superiore a quelli della concentrazione soglia di contaminazione (CSC) nonché al livelli di accettabilità già definiti dal DM. 25.10.1999, n. 471.

Del reato di omessa bonifica risponde solo il responsabile e il superamento delle concentrazioni soglia di rischio (CSR) costituisce in ogni caso il presupposto per la configurabilità del reato medesimo.

Se l'inquinamento è storico, niente MISE
25/10/2013

Il ricorso a misure di messa in sicurezza di emergenza, anche per il carattere immediato e a breve termine dell’intervento, deve essere collegato alla necessità di evitare, nell’immediato e al di fuori del percorso procedimentale descritto dal codice ambientale, fenomeni di estensione o propagazione del fenomeno inquinante che generino rischi concreti e imminenti per l’ambiente e la salute.

Nel caso di specie, il TAR ha evidenziato che a fronte di conclusioni che escludono nell’immediato la necessità di attivare interventi di MISE, per eventualmente rinviarli a valle di attività di indagine integrativa, il MATTM non ha articolato una motivazione idonea a fondare, in modo perspicuo ed esaustivo, l’ordine di adozione degli interventi di messa in sicurezza d’emergenza attraverso l’emungimento delle acque di falda e il successivo...

L'oggettiva responsabilità imprenditoriale (?) - Andrea Quaranta
02/09/2013

A distanza di cinque anni dalla celeberrima sentenza n. 1254/07 – con la quale aveva raggiunto il massimo grado di sostenibilità interpretativa del diritto ambientale – il TAR di Catania ha preso le distanze dal suo stesso pensiero, affermando che la responsabilità degli operatori economici insediati nel SIN di Priolo rispetto a misure di ripristino ambientale nasce in virtù della loro presenza all’interno del sito perimetrato, quali soggetti proprietari o utilizzatori delle aree industriali ivi ricadenti, e si configura come oggettiva responsabilità imprenditoriale.

In questo articolo si mette ordine al complesso panorama giurisprudenziale formatosi nel corso degli ultimi anni.

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